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Author: Monica Mattioli

  >  Articles posted by Monica Mattioli (Page 2)

Un pic nic alternativo

  Capisci che una persona ci tiene a te quando le chiedi di fare insieme una cosa che sai bene non amerebbe fare e quella persona ti risponde di sì. Senza pensarci, un sì secco e basta. Quando ho chiesto a Paolo se mi accompagnava alla Festa della Lavanda che si teneva in un lavandeto poco lontano da casa nostra, dove per giunta quel giorno si sarebbe tenuto un pic nic a base di cibi aromatizzati alla lavanda, ero un po’ titubante.   lavanda-a-Parma  

Il Giardino Lilla di Parma

  So bene che Paolo non adora il profumo della lavanda e so altrettanto bene che se entri in un lavandeto non puoi non essere pervaso da questa inebriante fragranza che io trovo assolutamente divina! Ma quando ho visto che al Giardino Lilla di San Prospero, alle porte di Parma, avevano promosso questa giornata all’insegna della lavanda non ho saputo resistere e così gli ho chiesto di andarci insieme!

Santarcangelo di Romagna

  torre-del-orologio-Santarcangelo   Sei stato a Santarcangelo di Romagna o sei in procinto di andarci? Forse conosci il luogo ma sei sicuro di conoscere bene le curiosità che solo gli abitanti di questa località e pochi altri sanno? Probabilmente ti potrebbe interessare questo breviario. Se poi vuoi leggere altro ti consiglio di leggere questo mio articolo su La Romagna, Santarcangelo e Travel 365  

Santarcangelo-di-Romagna

Cinque curiosità su Santarcangelo:

Le mie estati in Romagna

  Sono cresciuta a pane, marmellata ed estati in Romagna. Ma quando mi sento dire che la Romagna è “caos” e basta rispondo a queste persone che della Romagna probabilmente conoscono solo Rimini ad agosto! La Romagna in effetti è ben altro ed è uno dei luoghi che più mi sento di paragonare ad un’oasi di tranquillità. Quando ho iniziato a uscire con Paolo, ricordo che una delle prime cose che mi disse era che sarebbe voluto andare a vivere in Romagna. Lì per lì pensai: “No no, partiamo male ragazzo mio…io mica posso correrti dietro in Romagna. Io qui ho mia mamma, le mie amiche. Abbiamo appena iniziato a frequentarci e tu ti vuoi trasferire?”.  

Santarcangelo di Romagna

  Poi un giorno mi portò a Santarcangelo di Romagna e lì mi parlò del suo amore per questa terra. In realtà come dargli torto? Santarcangelo è pura magia! Cammini per strada e ti sembra di vivere in un paradiso terrestre chiamato Romagna. Le vie che si snodano lungo il colle Giove, i locali da cui escono i profumi di quella terra, gli abitanti e la loro gioia di vivere tipica romagnola. Come si può non amare quel luogo? E da qui, di tanto in tanto, iniziò il nostro andirivieni dall’Emilia alla Romagna con tappa obbligatoria a Santarcangelo. (Se sei interessato a questo borgo puoi leggere anche il mio articolo Cinque curiosità su Santarcangelo di Romagna)   [caption id="attachment_327" align="alignnone" width="1320"]veduta-di-santarcangelo Veduta di Santarcangelo di Romagna sul colle Giove[/caption]   Se ti piacciono i borghi e vuoi scoprirne altri in Emilia Romagna ti consiglio di leggere anche i miei articoli su Una domenica al castello di Torrechiara e Bobbio di Piacenza: storie, personaggi e leggende.  

La bassa reggiana

  Avete presente quella che noi chiamiamo “la bassa”? No? È la zona che comprende i comuni che costeggiano la riva del Po. Ci siete mai stati? Bè, se avete occasione di passare da lì, e più precisamente nella zona di Gualtieri, oltre che consigliarvi di visitare il paese che è uno dei miei preferiti in provincia di Reggio Emilia, vorrei anche suggerirvi un ristorante molto carino dove andare a mangiare. Io e Paolo ci sono stati recentemente e posso garantirvi che abbiamo pranzato divinamente!   [caption id="attachment_304" align="aligncenter" width="652"]dove-mangiare-a-Gualtieri Gualtieri. La piazza[/caption] Gualtieri-dove-mangiare

Un castello come scenografia di una bellissima storia d’amore

  [caption id="attachment_848" align="aligncenter" width="1024"]borgo-medievale-di-Torrechiara Veduta del Castello di Torrechiara (credit Sara Devincenzi PH www.saradevincenzi.com)[/caption]   Se volere rivivere un amore nato nel 1400 e che ha avuto come teatro un luogo ricco di fascino e splendore allora vi consiglio una visita ad uno dei castelli più scenografici dell’Emilia Romagna, il castello di Torrechiara! È in questo luogo che si compì la storia di un amore adultero, un amore proibito ma allo stesso tempo un amore autentico destinato a durare tutta la vita. Io ci sono stata domenica. Torrechiara, situato nel comune di Langhirano, è un castello che ho visitato mille volte ma dove torno sempre volentieri. Lo scorso week end a Torrechiara si teneva anche una festa medievale con tanto di accampamento, banchetti e giochi di quel tempo allestiti nel parcheggio e nella piazza ai piedi del castello.

L’arte di narrare con le immagini

  Brenno Benatti è una persona davvero sorprendente. Ti fermi a parlare con lui così volentieri che ti sembra di essere lì da 10 minuti mentre invece sono passate ore! Il tempo passa senza che tu te ne renda conto. E quella mattina, quando abbiamo realizzato che il tempo era trascorso così velocemente e che era giusto togliere il disturbo, sia io che Paolo lo abbiamo fatto a malincuore. Saremmo rimasti ancora a lungo ad ascoltarlo parlare della sua vita e della pittura naïf.   [caption id="attachment_143" align="aligncenter" width="4103"]Pittura-naif-Reggio-Emilia Intervista a Brenno Benatti[/caption]

Chi era Antonio Ligabue?

  [caption id="attachment_252" align="aligncenter" width="732"]Pittura-naif-Antonio-Ligabue Antonio Ligabue. Autoritratto[/caption]   Ligabue, pur essendo di origini italiane, nacque in Svizzera nel 1899 da una ragazza madre, Elisabetta Costa. Non si seppe mai chi era il suo vero padre. La madre, quando Antonio aveva poco più di un anno, sposò Bonfiglio Laccabue che diede ad Antonio il suo cognome in contumacia. La famiglia versava in gravi difficoltà economiche e per questo motivo, non appena la madre ebbe finito l’allattamento, il bambino venne assegnato ad una coppia di genitori affidatari nella Svizzera tedesca. Ligabue, pur amando la madre affidataria, manifestò fin da allora diversi episodi legati alla sua problematicità che lo portarono ad un primo ricovero in una clinica per malati psichiatrici oltre a diverse denunce da parte dei genitori affidatari. Nel 1913 la vera madre di Ligabue e due suoi fratellini morirono per un'intossicazione alimentare. Si ipotizzò che il patrigno di Antonio li avesse avvelenati. Fu così che Bonfiglio Laccabue fu arrestato per suicidio e strage ma in seguito venne assolto. I rapporti con il patrigno non furono mai buoni. Per Antonio, nonostante l’assoluzione, resterà per sempre lui l’autore della strage. Per questo Antonio decise di cambiare il suo cognome il Ligabue.

L’arte naïf

  Ebbene si, lo devo ammettere, è stato Paolo a farmi avvicinare alla pittura naïf. Fino ad allora non la avevo mai considerata più di tanto. Poi un giorno, entrando in casa sua, mi accorsi che tutti i quadri che aveva appeso alle pareti rappresentavano questa corrente pittorica e così abbiamo iniziato a parlare di questa sua passione. Pensate che nemmeno mi ero resa conto che tutt’oggi vi fossero ancora così tanti pittori naïf contemporanei soprattutto nella zona a cavallo del fiume Po.   [caption id="attachment_217" align="alignnone" width="1920"]Pittura-naif-Antonio-Ligabue Il cortile della Casa Museo di Antonio Ligabue a Gualtieri[/caption]

Dalla pittura naïf ai miei ricordi di bambina

 

Come ho già avuto modo di scrivere, fino a poco tempo fa non avevo molte nozioni riguardo la pittura naïf. Conoscevo questo genere di arte in modo vago e approssimativo. Così, allo stesso modo,  non conoscevo Brenno Benatti pur essendo lui un celebre pittore naïf che per giunta vive a pochi chilometri da me. Finché un giorno ho visto quattro suoi acquerelli appesi alle pareti a casa di Paolo. Ritraevano le quattro stagioni e mi hanno colpito talmente tanto da spingermi ad approfondire le mie conoscenze su questo mondo artistico. Quelle donne raffigurate con il fazzoletto in testa e con il grembiule, quegli uomini col panciotto, quelle case col fienile e il porticato mi hanno proiettato nel mio mondo di bambina facendomi rivivere i ricordi d’infanzia legati alla vita di campagna dei miei nonni.

  [caption id="attachment_128" align="aligncenter" width="1280"]Pittura-naif-Reggio-Emilia Particolari tratti dalle opere di Brenno Benatti[/caption]

Emilia Romagna: la terra di mezzo frontiera tra nord e sud

  Emilia-Romagna   L’Emilia Romagna è una “terra di mezzo”. È così che amo definirla perché ovunque tu voglia andare, se vuoi spostarti da nord a sud, a meno che tu non stia pensando di farlo in aereo, è da qui che dovrai passare. Siamo una sorta di frontiera tra l’Italia centrale e quella settentrionale. Siamo una regione che, come tante, ha subito l’influenza di varie popolazioni. Da qui per lunghi anni sono passati Etruschi, Celti, Romani, Longobardi e ognuno di loro ha lasciato tangibili eredità storiche e culturali.