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  >  Reggio Emilia   >  Dove è nata la bandiera italiana?

Il 7 gennaio è il compleanno della bandiera italiana che è nata a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797. A ricordarcelo oggi troviamo il museo del Tricolore nato proprio accanto alla Sala del Tricolore per spiegare come è nata la bandiera italiana e perché è nata proprio qui a Reggio Emilia.

Per l’Italia, l’anno appena trascorso, è stato costellato da numerosi successi sia per quanto riguarda lo sport che per quanto concerne la musica. Per mesi abbiamo visto i nostri atleti sventolare il tricolore italiano orgogliosi di far parte di questa nazione. In Italia, è nello sport che vediamo l’unità nazionale crescere e diventare forte per poi perdersi nella vita quotidiana.

Molte persone ancora non sanno dove è nato il tricolore e perché, la bandiera italiana, è nata proprio a Reggio Emilia. Vediamolo dunque insieme.

bandiera-italiana

Perché la bandiera Italiana è nata a Reggio Emilia?

 

Per capite come mai la bandiera Italiana sia nata a Reggio Emilia è necessario fare un salto indietro nel tempo di quasi 250 anni. Siamo dunque nel 1780 e Reggio Emilia è sotto il ducato degli Este. Al padre Francesco III era succeduto il duca Ercole III chiamato in modo dispregiativo dai reggiani “il duca nasone. Non era amato dai reggiani per svariati motivi e qui ve ne elenco solo alcuni:

  • innanzitutto la capitale era Modena quindi Reggio era in secondo piano, era una città di serie B;
  • i reggiani erano più tassati dei modenesi;
  • fu chiusa l’università di Reggio per favorire quella di Modena;
  • il Duca veniva a Reggio solo in estate nella sua villa di Rivalta dove organizzava feste e festini e giocava d’azzardo con i soldi delle tasse dei reggiani;
  • negli anni 90 del Settecento arrivarono delle carestie e i duchi non fecero nulla per aiutare i reggiani. Tra l’altro in quegli anni era molto fiorente a Reggio l’industria della seta. Molte fabbriche furono costrette a chiudere e un reggiano su tre diventò povero.

ercole-III-este

Le ribellioni dei reggiani

Cosa successe allora? Successe che i reggiani iniziarono a ribellarsi, a scendere in piazza, per fortuna senza grandi spargimenti di sangue. E’ la notte del 25 agosto 1796 quando i reggiani innalzarono in Piazza Prampolini l’Albero della Libertà. Sulla sommità del tronco era stato posto un berretto, è il berretto frigio che veniva indossato dagli schiavi liberati nella Roma repubblicana quindi simbolo di libertà e indipendenza. E poi ci sono due tricolori:

  • il tricolore francese
  • il tricolore italiano

Questo perché? Perché nel 1789, con la Rivoluzione Francese, tutti gli ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza arrivarono anche qui ed erano gli stessi ideali a cui i reggiani ambivano e quindi la bandiera francese diventa d’ispirazione per noi ed è per questo che la prendiamo ad esempio.

Quindi l’albero della libertà, che viene innalzato in Francia per la Rivoluzione Francese, viene innalzato anche in molte città italiane e Reggio fu una delle prime. La Francia viene presa ad esempio perché c’è stata la rivoluzione e i francesi si sono liberati dal re.

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Napoleone e la Repubblica Reggiana

 

E nel frattempo il duca cosa fa? Ercole III scappa a Venezia portando con sé ingenti ricchezze anche perché dalla Francia stava arrivando Napoleone.

Nel frattempo Reggio Emilia diventa Repubblica, si organizza con un suo senato e viene dotata anche di una guardia civica dove furono chiamati ad arruolarsi tutti gli uomini tra i 20 e i 60 anni. Non tutti potevano permettersi una divisa e coloro che non l’avevano portavano un semplice nastro rosso intorno al braccio per distinguersi dai civili. Le armi con cui combattevano erano spesso fucili da caccia perché non avevano altro.

Napoleone, che nel frattempo stava combattendo le sue guerre in Italia, regalò alla guardia civica reggiana 500 fucili e 4 cannoni.

Non solo Napoleone, anche Ugo Foscolo decise di fare un regalo alla città dedicandogli un’opera chiamata “Ode a Napoleone” dove chiama i reggiani primi veri cittadini animatori d’Italia. Quindi cittadini, non semplici sudditi. In quanto a cittadini con dei diritti e non solo con dei doveri. Un riconoscimento importante per la città.

 

Alla città di Reggio:


“A voi, che primi veri italiani,

liberi cittadini vi siete mostrati,

e con esempio magnanimo scuoteste

l’Italia già sonnacchiosa,

a voi dedico, che a voi spetta,

quest’Oda ch’io su libera cetra

osai sciogliere al nostro Liberatore.”

La Repubblica Cispadana

Siamo alla fine del 1796. Quattro città emiliane si riuniscono. Sono Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Perché si riuniscono? Perché o si sono liberate da sole, come Reggio Emilia, o sono state liberate da chi le comandava anche grazie all’arrivo di Napoleone. E proprio sulla spinta di Napoleone queste quattro città decidono di proclamare la Repubblica Cispadana. Dopo essersi incontrate a Bologna, Ferrara e Modena, nella notte tra il 28 e il 29 dicembre 1796 è il turno di Reggio Emilia. Si riunirono nella sala comunale ed è proprio lì che nasce la Repubblica Cispadana.

Nell’incontro seguente, il 7 gennaio 1797, avvenuto sempre nella sala comunale che in seguito verrà chiamata Sala del Tricolore, si decise di adottare i colori verde, bianco, rosso per la bandiera Italiana.

 

La prima bandiera italiana

 

prima-bandiera-italiana

 

 

La prima bandiera della Repubblica Cispadana è andata persa però, grazie agli studi dello storico reggiano Ugo Bellocchi, abbiamo una fedele ricostruzione di come era il primo tricolore.

  • Le bande sono orizzontali non verticali come siamo abituati a vedere la bandiera adesso
  • RC al centro sta per Repubblica Cispadana
  • Una faretra che contiene quattro frecce che simboleggiano le quattro città che si sono riunite per fondare la repubblica
  • Un tamburo militare e delle lance
  • Il fascio littorio che vuol dire “unione”
  • La corona d’alloro che vuol dire “gloria”

 

repubblica-cispadana

L’Italia unita non c’è ma c’è la bandiera

 

Il congresso di Reggio dunque stabilì quali dovevano essere i colori della bandiera della Repubblica Cispadana. L’Italia unita ancora non c’è, ci vorranno molti anni prima che si arrivi nel 1861 ad avere un’unica nazione. Però abbiamo già una bandiera, i colori ci sono già e hanno un grosso valore perché, attraverso la circolazione libera delle idee, questi colori avevano assunto un significato importante per la popolazione.

 

Repubblica Cispadana

 

Napoleone, che in un primo momento fu visto come un liberatore, in realtà si rivelerà essere un conquistatore che prenderà tutto quello che troverà sul suo percorso e conquiderà parte dell’Italia. Per avere un territorio dal nord che potesse contrastare meglio gli austriaci, la Repubblica Transpadana venne unita alla Repubblica Cispadana. Il 9 luglio 1797 nasce dunque la Repubblica Cisalpina. Alla bandiera viene tolto il simbolo al centro che era della Repubblica Cispadana e le bande da orizzontali diventano verticali. Il risultato è praticamente la bandiera odierna.

 

Articolo 12 della Costituzione

 

Abbiamo visto che la bandiera inizialmente ha le bande orizzontali e che poi diventano verticali. In molte bandiere di quell’epoca è facile vedere anche i colori al contrario o riportati in forme geometriche. La realtà è che, a quel tempo, non c’è una codifica, nessuno ha stabilito quale sia l’esatto ordine dei colori. Solo nel 1947 con l’art. 12 della Costituzione Italiana avremo una formalizzazione di come deve essere la bandiera italiana. E dovremo aspettare fino al 2003 dove un decreto del presidente della repubblica stabilirà il codice della tonalità del colore della bandiera. Quindi nel corso della storia troverete anche tante tonalità di verde, rosso o bianco.

 

Significato dei colori della bandiera italiana

 

Il tricolore nasce dunque su ispirazione della bandiera francese. Ma perché il blu della bandiera francese viene sostituito con il verde? L’ipotesi più accreditata è che il verde sia stato preso dal colore delle uniformi della guardia civica milanese quindi simbolo dei volontari che combattono per la patria.

Per festeggiare il primo centenario della bandiera italiana, il 7 gennaio 1897, venne a Reggio Emilia Giosuè Carducci che fece un discorso dall’atrio del palazzo comunale. In questo discorso diede una sua interpretazione ai colori della bandiera facendo un chiaro riferimento al paesaggio italiano:

  • Verde: il colore dei prati
  • Bianco: il colore della neve
  • Rosso: il colore della lava dei vulcani

Nella storia troviamo tante interpretazioni poetiche come ad esempio il verde sinonimo di speranza, il bianco a simboleggiare la purezza e il rosso a rappresentare il sangue dei caduti.

 

Il 7 gennaio non è festa nazionale ma a Reggio Emilia ogni anno viene festeggiata la nascita della nostra bandiera con l’alzabandiera e l’esecuzione dell’inno nazionale. Segue poi una cerimonia in Sala del Tricolore.

 

Conoscevi la storia della nascita della bandiera italiana?

 

 

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