Lo scopo dei musei: gita scolastica o strumento educativo?

 

Il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia

 

Ieri sono andata al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia. Non ci entravo dai tempi della scuola. Ricordo che a quell’epoca furono più di una le visite fatte ai musei di Reggio. Sono quel tipo di visite che la didattica delle scuole italiane impone senza però, a mio avviso, farle vivere bene agli alunni.

Per noi era un giorno di gita, una giornata che non dovevamo trascorrere sui banchi, in cui uscivi a spasso con i tuoi compagni per andare però in un luogo per il quale non provavi alcun interesse. Ti entusiasmava molto di più l’andare in pullman o magari mangiare al sacco che non la visita stessa.

 

Invece quel luogo doveva servire alla formazione dei bambini e dei ragazzi e aveva lo scopo di creare la loro identità culturale a stimolare il loro senso di appartenenza. È per questo che sono stati creati i musei.

Non so se al giorno d’oggi questa cosa sia cambiata, se gli insegnanti riescano far vivere agli alunni il museo con uno spirito diverso, se la visita susciti curiosità o interesse in un alunno, se vivano quel luogo senza pensarlo come un magazzino di “roba vecchia”. Io lo vivevo così e come me molti dei miei compagni. L’amore per tutto ciò che poteva essere racchiuso in un museo l’ho capito solo dopo, quando sono cresciuta. Ed è per questo che ora, il museo è per me fonte di grande interesse.

 

 

Andiamo al Palazzo dei Musei?

 

Così ho chiesto a Paolo: “Andiamo a fare una visita al museo oggi?”. Da tempo pensavo di visitare il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia e non so perché non lo avessi ancora fatto. Forse perché pensavo di conoscere fin troppo bene quel luogo, in fin dei conti c’ero stata mille volte. Quindi puntavo il mio interesse verso altro, qualcosa di nuovo, qualcosa che non avessi visto, qualcosa di inedito. Appena varcata la soglia mi sono ritrovata in un luogo che mi sembrava di non aver mai visitato. Sul serio io ero già stata lì?

 

Teca contenente reperti vari

 

Innanzitutto gli ambienti mi sembravano molto più grandi il che è strano perché quando si è piccoli ogni luogo sembra davvero immenso, è solo quando cresci che ti accorgi che poi così enorme non era. E di quegli oggetti mi sembrava di non ricordarne neanche uno. O per lo meno pochi.

 

Un museo vecchio stile che si contrappone a un museo 3D

 

Il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia appare ancora come un museo vecchio stampo. Lunghi corridoi e diverse stanze dove l’illuminazione a volte risulta un po’ scarsa, nelle quali sono stati scrupolosamente archiviati, in teche ormai datate, i vari reperti che vanno dal Paleolitico fino a raggiungere i giorni nostri. A mio avviso credo che sia anche questo che conferisce un fascino tutto suo a questo luogo. A questo va aggiunto il lavoro di riqualificazione compiuto dall’architetto Italo Rota, che recentemente ha condotto i lavori per una intensa opera di ristrutturazione del museo, iniziativa che ha portato gran risalto a questo luogo.

 

Reperti risalenti all’antica Regium Lepidi

 

Regium Lepidi 2200 in 3D

 

 

Ciò che mi ha veramente colpita e che ha suscitato il mio interesse è il progetto “Regium@Lepidi 2200”. Quest’opera è stata realizzata in 3D da Dig@Lab della Duke University sotto la direzione del professor Maurizio Forte e con la collaborazione di CREDEM e Lions Club. Il progetto, in netta contrapposizione con la parte in vecchio stile della mostra, è nato con lo scopo di ricreare una realtà virtuale che potesse far rivivere ai visitatori la Regium Lepidi al tempo del suo massimo splendore.

 

Regium@Lepidi2200

 

Non devi fare altro che indossare degli speciali occhiali attraverso i quali sarai in grado di passeggiare nella vecchia Reggio Emilia romana tra cardi e decumani, piazze e palazzi. Quello dell’utilizzo delle nuove tecnologie in supporto ai tradizionali vecchi sistemi museali divenuti ormai obsoleti, è una realtà che mi sta molto a cuore. Trovo sia ora di svecchiare le attempate strutture museali, siamo nel 2018 e siamo nell’era in cui la tecnologia moderna la fa da padrona in tutti i campi. Perciò questo è un progetto che trova il mio pieno appoggio ma che ritengo abbia bisogno di essere sottoposto a maggior visibilità in quanto mi sono resa conto che spesso, anche chi è di Reggio, non è a conoscenza della sua esistenza.

 

 

Il progetto Regium Lepidi 3D mette in correlazione una classica visita ad un museo tradizionale con un viaggio virtuale creato attraverso studi multidisciplinari applicati all’uso delle nuove tecnologie digitali. L’unico appunto che mi permetto di fare è che, durante il giro virtuale tra le vie della Reggio romana, non hai nessun punto di riferimento rispetto all’odierna città. Basterebbe una voce narrante che ti dicesse a cosa corrisponde quella piazza o quella via oggigiorno. Consiglio ai visitatori di dare un’occhiata alla cartina che troverete al vostro ingresso nella stanza dove si trova il progetto. La trovate appesa al muro sulla sinistra appena entrate nel salone. Nonostante questo aiuto, si fa comunque molta fatica a orientarsi. Non perdete però l’occasione di visitarlo!

Chi di voi lo ha visto?

 

Cartina che illustra il percorso che andrete a fare nell’antica Regium Lepidi

Alcune informazioni utili

 

Il palazzo dei Musei fa parte dei Musei Civici di Reggio Emilia ed è situato in via Spallanzani 1 proprio in pieno centro a Reggio.

L’ingresso è gratuito. Il museo resta chiuso il lunedì.

Questi sono gli orari.

Luglio-Agosto:

dal martedì al sabato 9.00/12-00 – 21-00/23-00   domenica e festivi 21.00/23.00

tutti gli altri mesi:

dal martedì al venerdì 10.00/13.00

sabato, domenica e festivi 10.00/19.00

 

 

 

 

 

 

 

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