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Emilia Romagna: una terra di musica

Emilia Romagna e musica tra passato e presente

 

Rock & Pop

 

Dobbiamo riconoscere che l’Emilia Romagna è una terra di musica. Non mi riferisco solo al fatto che molti cantanti rock e pop attuali sono nati qui. L’Emilia Romagna è terra di musica in senso lato. Questa non è solo la terra di Luciano Ligabue, Zucchero o Vasco Rossi e non è nemmeno solo la patria di Laura Pausini, Luca Carboni e Cesare Cremonini. Il patrimonio musicale della nostra terra è ricco di varietà che hanno segnato la storia della cultura musicale della nostra regione.

 

Luca Carboni, Laura Pausini, Cesare Cremonini, Vasco Rossi, Zucchero, Luciano Ligabue

 

 

Compositori, direttori d’orchestra e tenori

 

Da queste parti la musica ha sempre giocato un ruolo fondamentale. Pensate ad esempio al compositore Giuseppe Verdi, artista immortale a cui Parma dedica ogni anno un festival e la cui musica è tutt’oggi riconosciuta a livello internazionale decretandolo uno degli artisti più famosi in tutto il mondo. E come lui Girolamo Frescobaldi o il direttore d’orchestra Arturo Toscanini. Ma potrei citarvene molti altri.

 

 

E chi può dimenticare Luciano Pavarotti uno dei più grandi tenori di tutti i tempi non solo a livello nazionale ma internazionale?

 

Luciano Pavarotti

 

La musica folkloristica…

 

Ma non è finita. Non solo rock, pop, compositori, direttori d’orchestra e tenori. L’Emilia Romagna ha una forte tradizione musicale anche per quanto riguarda la musica folkloristica. La musica folkloristica è quel genere di musica chiamato liscio, caratterizzato da un’esecuzione veloce generalmente eseguita con l’uso di strumenti quali clarinetto, sassofono, fisarmonica e batteria, che ha scritto la storia delle balere negli anni Cinquanta e Sessanta. Ricordiamo ad esempio in Romagna l’orchestra di Raoul Casadei e in Emilia Tienno Pattacini.

 

 

…e la musica per bambini

 

Ma abbiamo all’attivo anche una celebre cantante di canzoni per bambini e sigle di cartoni animati, la bolognese Cristina D’Avena che ha accompagnato l’infanzia di molti di noi.

 

Cristina D’Avena

 

Dove nacque il pentagramma?

 

 

Cantautori, compositori, rocker, tenori, direttori d’orchestra, musica pop, rock, classica, liscio. Quale terra fu più fertile di questa? Possiamo davvero dire che l’Emilia Romagna abbraccia un po’ tutti i generi musicali con un storia che si protrae da secoli. Forse non è un caso che proprio nell’Abbazia romanica di Pomposa  a Ferrara nell’XI Secolo sia nata la moderna scrittura musicale così come la conosciamo oggi. È qui che il monaco benedettino Guido d’Arezzo elaborò il tetragramma che poi sarebbe diventato l’attuale pentagramma e diede un nome alle note.

 

Guido D’Arezzo

 

Io e la musica

 

 

In casa mia la musica ha sempre fatto da sottofondo. Era una passione di mio padre. Sono cresciuta accompagnata da Mozart, Beethoven e Wagner. Mio padre amava la musica classica ma  non disdegnava nessun altro tipo di musica. Oddio… qualche dubbio su Cristina D’Avena ce l’avrei ma per il resto sono certa apprezzasse ogni genere. Lui stesso suonava il clarinetto.

 

 

Il clarinetto del mio babbo e i suoi spartiti

 

Il clarinetto del mio babbo

 

Io vengo da una famiglia povera e sono orgogliosa delle mie umili origini. Mio padre, figlio di mezzadri, da ragazzo cominciò a studiare musica. La sera, dopo il lavoro, si recava a scuola per imparare a suonare uno strumento facendo diversi chilometri a piedi per arrivare a destinazione. Il suo desiderio sarebbe stato quello di suonare la fisarmonica ma non aveva abbastanza risparmi per potersi permettere di comperare lo strumento. Così si accontentò di acquistare un clarinetto usato.

 

La banda musicale in cui suonava il mio babbo

 

Le bande di paese

 

A quei tempi nei paesi c’era la banda che suonava ai matrimoni o ai funerali. Mio padre suonava in una di queste bande insieme a suo fratello maggiore, lo zio Franco. Quando nel 1957, non ancora maggiorenne, il mio babbo dovette partire per andare a lavorare in Francia perché le entrate in famiglia non bastavano più, dovette smettere di studiare musica e anche di suonare. Alcuni anni dopo, al suo ritorno, non volle mai più riprendere in mano lo strumento tanta era l’amarezza per aver dovuto abbandonare questo suo sogno. Fece solo qualche eccezione per me quando ero piccola. Sotto mia richiesta estraeva il suo clarinetto dal cassetto in cui era riposto e me lo suonava. Solo per  me.

 

Il mio babbo che suona (è il primo dietro il parroco)

 

Barco la “terra di musica”

 

Il paese dove sono nata, Barco di Bibbiano in provincia di Reggio Emilia, è una piccola frazione. Qui, nel 1908, nacque Tienno Pattacini padre del folklore emiliano. Celebre fu il suo “Battagliero”, famoso walzer per sax che divenne il suo cavallo di battaglia. Oltre a Tienno, anche i suoi due figli Iller e Imer contribuirono a portare avanti la tradizione musicale di famiglia.

Tienno giunse al successo ma prima di lui molti altri a Barco coltivarono questa passione sfrenata per la musica. Attorno agli anni Trenta, in paese, era solito dire che “A Barco sono tutti suonatori… e gli altri sono musicisti” ad indicare la particolarità di questo paese considerato “Terra di musica”.

 

PMI Musica Station

 

Proprio lo scorso anno, a Barco, è stata aperta la scuola di musica “PMI Music Station” nata dalla riqualificazione della vecchia stazione del paese e fortemente voluta dal sindaco di Bibbiamo Andrea Carletti. Oltre ai tradizionali corsi, la PMI Music Station organizza anche corsi di musica popolare folkloristica emiliana diretti da “Officina del Battagliero” con l’intento di portare avanti la tradizione musicale nata dalla famiglia Pattacini.

Sarà perché sono di Barco e ho potuto conoscere Tienno, sarà perché mio padre amava la musica, non so cosa sarà ma so che non posso non amarla anche io. Fa parte della nostro patrimonio culturale, è espressione artistica della nostra terra.

Che nessuno me ne voglia però se a Tienno Pattacini preferisco ascoltare Zucchero…

 

La PMI Music Station di Barco

 

Voi che musica amate?

 

 

 

 

 

 

 

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24 Comments

  • Reply
    Francesca
    30 luglio 2018 at 15:26

    una terra con la musica nel sangue con grandi talenti di ieri oggi e domani

    • Reply
      Monica Mattioli
      31 luglio 2018 at 15:13

      Davvero tanti…sembra incredibile siano tutti concentrati qui!

  • Reply
    Evelina
    30 luglio 2018 at 16:19

    Da appassionata di musica e di strumenti musicali, ho apprezzato molto la lettura di questo articolo che racconta curiosità e abilità tutte italiane ! chissà che bella infanzia con un musicista di clarinetto in casa :-p

  • Reply
    Serena, FaccioComeMiPare.com
    30 luglio 2018 at 17:01

    Questo post mi e’ servito e non dico per dire: quando penso all’emilia Romagna mi viene in mente solo Cremonini sui colli bolognesi! <3 E invece vedi quanti altri? 🙂

    Mi dispiace molto per il tuo babbo, che cosa triste. 🙁

    • Reply
      Monica Mattioli
      31 luglio 2018 at 15:12

      Si, in effetti non ci si pensa ma sono davvero tanti concentrati in una sola regione. Grazie mille, erano altri tempi… A me questa storia serve per capire quanto invece io sia fortunata grazie al mio babbo…

  • Reply
    Simona
    30 luglio 2018 at 18:04

    Vasco è Vasco. Ma in alcuni momenti le canzoni del Liga mi hanno rappresentato alla perfezione. Un abbraccio grande alla tua famiglia.

    • Reply
      Monica Mattioli
      31 luglio 2018 at 15:11

      Grandi musicisti!!! Grazie, un abbraccio anche a te!

  • Reply
    Veronica Bufano
    30 luglio 2018 at 18:29

    Sono appassionata di musica da sempre. Ogni giorno se non ho il mio sottofondo non ho proprio la carica per fare le cose. Ho bisogno di una colonna sonora quotidiana a prescindere dal genere!

    • Reply
      Monica Mattioli
      31 luglio 2018 at 15:10

      Anche io! Rinuncio volentieri alla tv ma alla musica mai!

  • Reply
    barbara togni
    30 luglio 2018 at 19:58

    non vanno dimenticati neppure Morandi, il grande lucio Dalla,Guccini, i nomadi, mingardi, la zanicchi, la milva e i tanti che hanno riempito le balere negli anni 60/70. a forlì è nata Alice, magari in pochi se la ricordano.si, la nostra regione è stata una fucina di musica, cantanti e cantautori

    • Reply
      Monica Mattioli
      31 luglio 2018 at 15:09

      Si, infatti avrei voluto nominarli tutti ma sono davvero tanti che era impossibile farlo!

  • Reply
    sheila
    30 luglio 2018 at 20:18

    Emilia Romagna e i suoi festival fantastici in estate, quanti eventi sempre bellissimi, per giovani e amanti della buona musica!

    • Reply
      Monica Mattioli
      31 luglio 2018 at 15:08

      Si, chissà perchè l’estate ti viene da associare alla musica!

  • Reply
    Raffi
    30 luglio 2018 at 23:13

    Bello questo post. I nomi che citi sono tutti nomi conosciuti, lo so. Eppure non li avevo mai collocati tutti geograficamente.
    Io amo la musica pop di ieri e di oggi. Ma non disdegno la lirica e la musica classica.

    • Reply
      Monica Mattioli
      31 luglio 2018 at 15:08

      La musica ha tutta un suo perchè…io spesso cambio il genere di musica che ascolto in base al mio umore 🙂

  • Reply
    Erika Cammarata
    31 luglio 2018 at 9:59

    Mi hai regalato un piccolo grande sogno con questo articolo. Devo dire che non amo Vasco e la Pausini, ma nutro grande ammirazione per gli altri grandi citati come Verdi, Toscanini, Pavarotti, Cremonini. La musica fa parte della mia vita fin da piccola, quando andavo a casa di mio zio e lui, con la chitarra, faceva magie. Mi ha trasmesso la passione e ho iniziato a suonare. Chitarra, violino, batteria. Ho smesso perché ha iniziato a parlarmi qualcos’altro, ma la musica la amo tutta e la so leggere. La mia musica preferita? Non ne ho una, vado a momenti. Ascolto un pò di tutto. Rap, rock, hip hop, latino, suonate di pianoforte e violino.

    • Reply
      Monica Mattioli
      31 luglio 2018 at 15:07

      Che fortuna hai a saper suonare e leggere la musica! Io ho preso in mano il clarinetto di mio papà e mi sono chiesta “Ma come faceva a capirci qualcosa???”

  • Reply
    Manuela
    1 agosto 2018 at 11:23

    A me la Romagna piace tutta,e anche la sua musica come si fa a non amare Vasco e Ligabue???
    Da quasi quarantenne sono cresciuta con loro da ragazzina fino ad ora…due miti❤

  • Reply
    Monica
    4 agosto 2018 at 17:16

    Bello questo post “musicale”, serviva proprio qualcosa di diverso.

  • Reply
    Valeria Alchirafi
    1 ottobre 2018 at 13:16

    Che delicatezza i racconti, poi quando sono corredati da foto in bianco e nero, che bellezza.
    Il tuo papà che suonava solo per te, che dolcezza intensa 🙂 purtroppo dal retrogusto un po’ amaro: mi spiace molto per il dolore che ha provato.
    Un grosso abbraccio

    • Reply
      Monica Mattioli
      2 ottobre 2018 at 16:05

      Grazie Valeria. E’ un ricordo che mi accompagnerà per tutta la vita… Un abbraccio anche a te

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