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Eventi Reggio Emilia

Bibbiano Creativa: una due giorni dedicata all’arte

Promozione della cultura con Bibbiano Creativa

 

Da qualche tempo mi sono resa conto che, negli ultimi anni, le attività svolte per promuovere la cultura sotto ogni suo aspetto si sono moltiplicate e hanno coinvolto sempre più non solo le città ma anche i piccoli paesi. Talvolta sono addirittura i cittadini stessi che si prodigano perché la cultura venga messa in primo piano. Ecco, questo è quello che lo scorso settembre è accaduto a Bibbiano in provincia di Reggio Emilia dove si è tenuta la prima edizione di “Bibbiano Creativa”.

(Se vuoi leggere un altro esempio di promozione della cultura che sta prendendo sempre più piede puoi leggere il mio post sul Bookcrossing al parco delle Ginestre di Rivalta).

 

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Reggio Emilia

BookCrossing al Parco delle Ginestre di Rivalta

BookCrossing 

 

Purtroppo è un dato di fatto e molti sondaggi lo confermano: gli italiani leggono poco. Addirittura molti di loro non leggono neppure un libro all’anno. Triste notizia per chi, come me, i libri li adora. Così, come in molti altri paesi, anche da noi allo scopo di diffondere la lettura, ha preso vita la pratica del “BookCrossing”.

 

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Cos’è il BookCrossing?

 

Il BookCrossing è un’iniziativa che parte da un gruppo di volontari amanti dei libri e della lettura che hanno a cuore il diffondersi del sapere e della cultura. Questa pratica consiste nell’abbandonare un libro in un luogo pubblico o in un’area adibita allo scambio dei libri. La cultura viene quindi vista come un bene che appartiene alla collettività e con la quale lo si vuole condividere. La lettura, pratica notoriamente individuale, si trasforma in un progetto collettivo a favore delle comunità. I libri appartengono al gruppo di individui che ne vorrà usufruire.

(Se sei interessato all’argomento cultura e a come i paesi cerchino sempre più di convogliare i propri cittadini in questa pratica, puoi leggere anche il mio post su Bibbiano Creativa: una due giorni dedicata all’arte).

 

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Personaggi Reggio Emilia

A tu per tu con Brenno Benatti pittore naïf

L’arte di narrare con le immagini

Brenno Benatti è una persona davvero sorprendente. Ti fermi a parlare con lui così volentieri che ti sembra di essere lì da 10 minuti mentre invece sono passate ore! Il tempo passa senza che tu te ne renda conto. E quella mattina, quando abbiamo realizzato che il tempo era trascorso così velocemente e che era giusto togliere il disturbo, sia io che Paolo lo abbiamo fatto a malincuore. Saremmo rimasti ancora a lungo ad ascoltarlo parlare della sua vita e della pittura naïf.

 

Intervista a Brenno Benatti

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Personaggi Reggio Emilia

Ti presento Antonio Ligabue

Chi era Antonio Ligabue?

 

Antonio Ligabue. Autoritratto

 

Ligabue, pur essendo di origini italiane, nacque in Svizzera nel 1899 da una ragazza madre, Elisabetta Costa. Non si seppe mai chi era il suo vero padre. La madre, quando Antonio aveva poco più di un anno, sposò Bonfiglio Laccabue che diede ad Antonio il suo cognome in contumacia.

La famiglia versava in gravi difficoltà economiche e per questo motivo, non appena la madre ebbe finito l’allattamento, il bambino venne assegnato ad una coppia di genitori affidatari nella Svizzera tedesca. Ligabue, pur amando la madre affidataria, manifestò fin da allora diversi episodi legati alla sua problematicità che lo portarono ad un primo ricovero in una clinica per malati psichiatrici oltre a diverse denunce da parte dei genitori affidatari.

Nel 1913 la vera madre di Ligabue e due suoi fratellini morirono per un’intossicazione alimentare. Si ipotizzò che il patrigno di Antonio li avesse avvelenati. Fu così che Bonfiglio Laccabue fu arrestato per suicidio e strage ma in seguito venne assolto. I rapporti con il patrigno non furono mai buoni. Per Antonio, nonostante l’assoluzione, resterà per sempre lui l’autore della strage. Per questo Antonio decise di cambiare il suo cognome il Ligabue.

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Personaggi Reggio Emilia

Casa Museo di Antonio Ligabue

L’arte naïf

 

Ebbene si, lo devo ammettere, è stato Paolo a farmi avvicinare alla pittura naïf. Fino ad allora non la avevo mai considerata più di tanto. Poi un giorno, entrando in casa sua, mi accorsi che tutti i quadri che aveva appeso alle pareti rappresentavano questa corrente pittorica e così abbiamo iniziato a parlare di questa sua passione. Pensate che nemmeno mi ero resa conto che tutt’oggi vi fossero ancora così tanti pittori naïf contemporanei soprattutto nella zona a cavallo del fiume Po.

 

Il cortile della Casa Museo di Antonio Ligabue a Gualtieri

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Personaggi Reggio Emilia

Brenno Benatti e la pittura naïf

Dalla pittura naïf ai miei ricordi di bambina

 

Come ho già avuto modo di scrivere, fino a poco tempo fa non avevo molte nozioni riguardo la pittura naïf. Conoscevo questo genere di arte in modo vago e approssimativo. Così, allo stesso modo,  non conoscevo Brenno Benatti pur essendo lui un celebre pittore naïf che per giunta vive a pochi chilometri da me. Finché un giorno ho visto quattro suoi acquerelli appesi alle pareti a casa di Paolo. Ritraevano le quattro stagioni e mi hanno colpito talmente tanto da spingermi ad approfondire le mie conoscenze su questo mondo artistico. Quelle donne raffigurate con il fazzoletto in testa e con il grembiule, quegli uomini col panciotto, quelle case col fienile e il porticato mi hanno proiettato nel mio mondo di bambina facendomi rivivere i ricordi d’infanzia legati alla vita di campagna dei miei nonni.

 

Particolari tratti dalle opere di Brenno Benatti

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Musei Reggio Emilia

Il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia

Lo scopo dei musei: gita scolastica o strumento educativo?

 

Il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia

 

Ieri sono andata al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia. Non ci entravo dai tempi della scuola. Ricordo che a quell’epoca furono più di una le visite fatte ai musei di Reggio. Sono quel tipo di visite che la didattica delle scuole italiane impone senza però, a mio avviso, farle vivere bene agli alunni.

Per noi era un giorno di gita, una giornata che non dovevamo trascorrere sui banchi, in cui uscivi a spasso con i tuoi compagni per andare però in un luogo per il quale non provavi alcun interesse. Ti entusiasmava molto di più l’andare in pullman o magari mangiare al sacco che non la visita stessa.

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