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Modena, Monastero di San Pietro: riemergono nel "cortile della spezieria" del cenobio benedettino resti delle fortificazioni medievali e delle antiche strutture dell'abbazia
Gli scavi archeologici condotti nel 2009 nella Chiesa di San Pietro a Modena - coordinati sul campo dall’archeologo Alberto Monti, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, hanno restituito importanti testimonianze sia della città medievale, prima della costruzione della Chiesa, sia delle fasi costruttive del cenobio tra il XII e il XX secolo.
Le indagini archeologiche effettuate nel corso del 2009 nella Chiesa di San Pietro a Modena - preventive ad un progetto di recupero del complesso - hanno riportato alla luce significative testimonianze sia delle fortificazioni di Modena medievale che di un’antica fase costruttiva del famoso complesso abbaziale di San Pietro, la cui storia affonda le radici alla fine del X secolo, oltre alla cinquecentesca fontana monumentale, quasi intatta sotto uno strato di macerie.
La scoperta più significativa è un grosso muro, ampio circa 1,5 metri e profondo almeno due metri, realizzato con il riutilizzo di mattoni d’epoca romana e rinvenuto a pochi decimetri di profondità. Quasi certamente si tratta di un tratto delle fortificazioni dell’XI secolo, citate in un diploma del 1026 con il quale l’Imperatore Corrado II il Salico concedeva al vescovo di Modena la possibilità di ampliare le mura della città. Si riferiscono a queste fortificazioni anche i recenti ritrovamenti in Piazzale San Francesco dove è riemerso un lungo tratto di muro proveniente da “rua Muro”, la strada che conserva nel toponimo la memoria delle fortificazioni smantellate alla fine del XII secolo a seguito di una nuova espansione delle mura cittadine.
Grazie a questo nuovo ampliamento, furono riedificati anche la chiesa ed il cenobio benedettino di San Pietro, utilizzando come fondamenta le antiche fortificazioni. Nel “cortile della spezieria”, in corrispondenza delle strutture di difesa ormai defunzionalizzate, è infatti venuto in luce un grande edificio con pavimento in cocciopesto, dotato di grandi pilastri, che potrebbe riferirsi al refettorio o forse alla stessa Chiesa di San Pietro nella sua riedificazione del XIII secolo. Questa struttura venne abbattuta alla fine del ‘400, in occasione dell’edificazione del nuovo edificio sacro (l'attuale), per edificare al centro di un nuovo ampio cortile la grande fontana ritrovata negli scavi insieme ad alcune tombe ad inumazione, ossari ed altre strutture bassomedievali e di età moderna.
Il progetto di recupero del complesso prevede sia il restauro dell’antica fontana che la valorizzazione di un tratto delle fortificazioni.
Per ulteriori approfondimenti:
www.archeobologna.beniculturali.it/modena_san_pietro/mura_fontana.htm
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