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Gli Itinerari
Tra la via Emilia e il Po
Autore: Fabrizio Ardito
Data del viaggio: October 21, 2009
Partenza: Reggio nell'Emilia
Arrivo: Parma

Principali luoghi di visita: Poviglio e Brescello
Km: 55
Tempo di percorrenza: 1 giorno
Rating: ***** (5)


L’itinerario si snoda lungo il corso del Fiume Enza, confine naturale tra Reggio nell’Emilia e Parma.
A Reggio Emilia, il cui deriva dal console Marco Emilio Lepido, costruttore della via consolare, tutto parla dell’epoca romana: basta passeggiare per il tratto urbano dell’Emilia per rendersi rapidamente conto che quello che scorre sotto ai piedi è il percorso del decumano cittadino.

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Le tappe

Reggio nell'Emilia

Fondata nel 175 a.C., Reggio nell’Emilia derivava il suo nome antico di Regium Lepidi da Marco Emilio Lepido, costruttore, nel suo secondo consolato, della via Emilia. La strada, che della città fu il decumano, è ancora riconoscibile nella sua traversa urbana e nell’incrocio con il cardo massimo che coincide con via San Carlo e via Roma. All’interno dell’ex convento dei Frati Minori Conventuali, che cessò questa funzione nel 1782, si trovano i Musei Civici, inaugurati nel 1830, nei quali sono conservati pavimenti musivi, numismatica e gioielli, statue e ritratti di epoca romana oltre a una grande collezione di epigrafi provenienti dalle sepolture che si allineavano ai lati della via Emilia.

Musei Civici

Poviglio

Provenendo da Reggio nell’Emilia, in direzione nord del fiume Enza, si supera la via Emilia correndo verso il Po, prima di raggiungere il quale si incontra Poviglio, dove investigazioni archeologiche iniziate negli anni ’80 in località Podere Santa Rosa hanno portato alla scoperta di un insediamento dell’epoca delle terramare. I materiali esposti nel museo dedicato illustrano la complessità della civiltà dell’epoca attraverso alcuni suoi aspetti, come la lavorazione del corno, del bronzo e del commercio dell’ambra e dei monili in pasta di vetro.

Museo e Area archeologica della Terramara di Santa Rosa

Brescello

Pochi chilometri separano Poviglio da Brescello. L’antica Brixellum esisteva già nel III secolo a.C. e come colonia fu popolata dai militari veterani che avevano servito sotto Augusto, per poi perdere rapidamente d’importanza e cadere in rovina a causa delle continue guerre e scorrerie della sua epoca. La sua importanza stava soprattutto nel controllo della navigazione fluviale e nell’essere punto d’incontro di due strade che in epoca romana provenivano rispettivamente da Reggio nell’Emilia e da Parma, delle quali sono state trovate tracce e miliari nel territorio. Dopo una terribile piena che nel 606 l’aveva seppellita sotto metri di detriti, Brescello rinacque grazie ad Adalberto di Canossa, che qui fece edificare un castello e il monastero di San Genesio. Oltre al museo cittadino, dedicato alle celebri figure di Don Camillo e Peppone, le cui avventure Guareschi ha ambientato proprio in questo luogo, ospita un Museo Archeologico dedicato alla Brixellum antica dove sono esposti reperti venuti alla luce durante gli scavi archeologici nella zona.

Museo Archeologico

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